5.2 – Legge del Tre e del Sette
Trascrizione della lezione
Ogni volta che intraprendiamo un cammino per cambiare una situazione della nostra vita ci troviamo di fronte a ostacoli e resistenze. E’ bene sapere che esistono delle leggi che descrivono le interazioni e i ritmi dei processi: conoscerle aiuta a mantenere il focus nell’intento, nonostante le fasi di alta e bassa marea, insite nella natura ondulatoria della realtà. E’ un po’ come seguire la corrente e il suo ritmo, invece che procedere senza bussola. Le due leggi sono state definite e codificate dal maestro G. I. Gurdjeff,

La Legge del Tre: la Triade Creativa
Secondo questa Legge ogni cambiamento nasce dall’interazione di tre forze. La forza positiva rappresenta l’impulso al nuovo, l’entusiasmo e la visione costruttiva. La forza negativa è la resistenza, la conservazione dello status quo, le paure e i dubbi che trattengono. La terza forza si chiama unificante e corrisponde alla motivazione profonda che si pone come motore, integra e completa la combinazione delle altre due forze, rendendo possibile la trasformazione. Senza di essa positivo e negativo si annullano, con essa l’energia diventa sufficiente per superare la resistenza e generare il Nuovo.
La forza positiva (YANG, impulso al cambiamento)
Sono pensieri luminosi, emozioni elevate, immagini di cambiamento che nutrono il seme interiore. La domanda guida è: “Se il mio desiderio fosse già realizzato, cosa proverei dentro di me?”
La forza negativa (YIN, istinto di conservazione)
Sono le catene invisibili della conservazione: paure, dubbi, abitudini. Non sono nemiche ma hanno la funzione di mantenere l’equilibrio e frenare trasformazioni brusche. Possono però bloccare il progresso se non vengono integrate.
Nota bene: la forza positiva (spinta al cambiamento),
è tendenzialmente più debole di quella negativa (resistenza)
dato che quest’ultima incarna
il principio di conservazione, potentissimo in natura
La forza unificante
La terza forza, che possiamo definire “unificante”, è il vero motore del cambiamento, quella che sposta l’ago della bilancia. Nasce da una ragione autentica e potente, che può essere amore, salute, libertà, protezione dei propri cari o realizzazione di sé. Le domande guida sono: “Qual è la ragione più autentica che mi spinge a cambiare?” e “Quale motivazione mi sostiene anche nei momenti difficili?”. Solo questa forza rende possibile il salto dal vecchio al nuovo.
Un esempio concreto: una persona che vuole smettere di fumare o mangiare in eccesso. Ha buone intenzioni (forze positive), ma non è abbastanza convinta: la comodità e l’abitudine (forze conservatrici) hanno la meglio e la riportano indietro. Poi, improvvisamente, un grave problema di salute scuote la sua vita. È lì che nasce la forza unificante: la voglia di vivere. Questa forza interiore diventa così intensa da superare le resistenze e dare energia al cambiamento, trasformandolo in decisione ferma e azione concreta.

Sarebbe interessante porsi questa domanda:
Quanto vuoi essere veramente differente?
Tu SAI, tu SEI
La Legge del Sette: l’ottava del cambiamento
Questa legge descrive come ogni processo si sviluppa in sette stadi, come le note di una scala musicale:
Do – Re – Mi – (intervallo)
– Fa – Sol – La – (intervallo)
– Si
I due intervalli (tra Mi-Fa e Si-Do) rappresentano punti di crisi o discontinuità, dove il processo può deviare, rallentare o interrompersi.
Per proseguire, è necessario un “shock addizionale”, cioè un intervento cosciente, una nuova energia, una comprensione più profonda.
Un esempio semplice, sperimentato nel quotidiano: un intento a cambiare abitudini perde vigore il terzo giorno. Es: inizio una dieta e lunedì, martedì e mercoledì sono motivato. Tra mercoledì e giovedì inizio a vacillare. Serve uno shock per bypassare i punti critici come questo , pe non sabotare i piani di cambiamento che ci poniamo come intenzioni.
Questa legge mostra che nessun cambiamento è lineare. Anche il percorso spirituale, la guarigione, la manifestazione richiedono attenzione ai momenti critici, dove la forza iniziale non basta più.
“Ogni processo si sviluppa secondo la legge dell’ottava,
[G. I. Gurdjieff]
e può essere mantenuto solo da shock consapevoli.”
Nel tuo lavoro, puoi usare questa legge per strutturare esercizi, meditazioni o percorsi didattici che anticipano gli “intervalli” e offrono strumenti per attraversarli con consapevolezza.
